La storia
Alessandro
Tassoni
Nasce a
Modena il 28
settembre
del 1565 e
compie il
suo iter
culturale in
alcune
Università
emiliane e a
Pisa.
Conduce per
un certo
periodo una
vita
dissoluta
poi,
ravvedutosi
e spinto dal
desiderio di
trovare
gloria, si
reca a
Roma dove
viene
nominato
primo
segretario
del
cardinale
Ascanio
Colonna.
A Roma
diviene
l’informatore
politico di
Casa Savoia
che lo
ricompenserà
con
l’incarico
di
segretario
dell’ambasciata
piemontese
in Roma e
più tardi
con la
nomina a
“gentiluomo
ordinario”
del
cardinale
Maurizio a
Torino.
Vive gli
ultimi anni
a Modena,
presso la
corte
estense,
venerato
come il
poeta che ha
dato lustro
alla città
natale con
due opere,
I
pensieri
e il
poema
umoristico -
satirico
La Secchia
rapita
che è
considerato
il
capolavoro
della poesia
eroicomica.
Il poema è
scritto in
ottave e
l’episodio
centrale è
costituito
dai modenesi
che
inseguono i
bolognesi
per punirli
di un
oltraggio
perpetrato
nella loro
terra.
Alcuni
facinorosi
entrano in
Bologna e,
per
dissetarsi,
calano in un
pozzo una
secchia di
legno.
Arrivano i
bolognesi e
si scatena
una zuffa
proprio per
quella
secchia che
comunque i
modenesi
riescono a
portare
nella
loro città.
Scoppia
allora una
vera guerra,
alla quale
partecipano
anche
gli dei
dell’Olimpo
(chiaro
esempio di
satira sui
poemi
omerici).
Famoso il
personaggio
del Conte di
Culagna che
occupa ben
tre canti
dell’opera;
il conte è
un eroe
della paura
ed in più
“filosofo,
poeta e
bacchettone”;
è arcinota
la scena
della purga
che fa i
suoi effetti
nel ventre
del Conte,
mentre
costui si
trova nella
pubblica
piazza. Il
Croce
afferma che
nell’opera
avviene la
liberazione
scherzosa
dall’epica
tradizionale
e
soprattutto
dai suoi
disfatti
epigoni, pur
mantenendosi
vivi
l’ammirazione
ed il culto
per il
poema del
Tasso, così
vicino alla
nuova
sensibilità
estetica ed
umana.
Muore a
Modena nel
1635.