Cartoline
(Bologna)
06.01.2007

 

Casa Stagni Bologna  ‘800-’900

 

 

   
   
Il vecchissimo Nait Club “ESEDRA” San Lazzaro di Savena (BO) Via Emilia
siamo sempre tra la fine dell’800 e inizio ‘900
 
   
Il Pozzo della Secchia rapita
fine 1800 inizio 1900
   
La storia

Alessandro Tassoni
Nasce a Modena il 28 settembre del 1565 e compie il suo iter culturale in
alcune Università emiliane e a Pisa. Conduce per un certo periodo una vita
dissoluta poi, ravvedutosi e spinto dal desiderio di trovare gloria, si reca a
Roma dove viene nominato primo segretario del cardinale Ascanio Colonna.
A Roma diviene l’informatore politico di Casa Savoia che lo ricompenserà
con l’incarico di segretario dell’ambasciata piemontese in Roma e più tardi
con la nomina a “gentiluomo ordinario” del cardinale Maurizio a Torino.
Vive gli ultimi anni a Modena, presso la corte estense, venerato come il
poeta che ha dato lustro alla città natale con due opere, I pensieri e il
poema umoristico - satirico La Secchia rapita che è considerato
il capolavoro della poesia eroicomica. Il poema è scritto in
ottave e l’episodio centrale è costituito dai modenesi che
inseguono i bolognesi per punirli di un oltraggio perpetrato
nella loro terra. Alcuni facinorosi entrano in Bologna e,
per dissetarsi, calano in un pozzo una secchia di legno.
Arrivano i bolognesi e si scatena una zuffa proprio per quella
secchia che comunque i modenesi riescono a portare nella

loro città
. Scoppia allora una vera guerra, alla quale partecipano anche
gli dei dell’Olimpo (chiaro esempio di satira sui poemi omerici).
Famoso il personaggio del Conte di Culagna che occupa ben tre canti
dell’opera; il conte è un eroe della paura ed in più “filosofo, poeta e
bacchettone”; è arcinota la scena della purga che fa i suoi effetti nel ventre
del Conte, mentre costui si trova nella pubblica piazza. Il Croce afferma che
nell’opera avviene la liberazione scherzosa dall’epica tradizionale e soprattutto
dai suoi disfatti epigoni, pur mantenendosi vivi l’ammirazione ed il culto per il
poema del Tasso, così vicino alla nuova sensibilità estetica ed umana.
Muore a Modena nel 1635.

 
   
   
   

 

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